Pare che gli Stati Uniti vogliano aprire le porte a Cuba, e la cosa che mi sorprende è che non viene fatto nel nome della libertà di un popolo che ha il diritto di viaggiare anche oltre i confini dell’isola, anziché essere schiavo di un regime che non gli permette di maturare idee con la propria testa e di informarsi, ma per due motivi: le multinazionali del settore agroalimentare vedono nell’isola una ricca fonte di mercato ancora da sfruttare; il turismo nell’isola sembra scarseggiare negli ultimi tempi. Insomma: per soldi.